Hacerse el muerto / Fare il morto

¿POR QUÉ ME GUSTA hacerme el muerto? ¿Se trata de una costumbre sádica, como lamentan los amigos o cónyuges más sensibles? ¿Por qué me fascina desde niño, y seguimos siendo niños, quedarme indefinidamente inmóvil, como una momia de mi propio futuro? ¿De dónde sale le agrio placer de asistir al cadáver que todavía no soy?
La explicación podría ser sencilla, y por tanto misteriosa.
Al ver el mundo mientras no miro nada, al seguir pensando sin proponerme pensar, al notar en mí, como poderosa certeza, la selva de las arterias y la montaña rusa de los nervios, no solo confirmo que sigo vivo, sino algo incluso más impresionante. Experimento la única, pequeña, posible forma de trascendencia. Sobrevivo a mí mismo. Me deshago de la muerte jugando.
Entra en casa mi hijo. Volveré a respirar. (Andrés Neuman, Hacerse el muerto, 2011)
PERCHÉ MI PIACE piace fare il morto? Si tratta di un’abitudine sadica, come deplorano gli amici o i coniugi più sensibili? Perché mi affascina fin da bambino, e continuiamo ad essere bambini, rimanere indefinitamente immobile come una mummia del mio stesso futuro? Da dove proviene l’aspro piacere di assistere il cadavere che ancora non sono?
La spiegazione potrebbe essere semplice e pertanto misteriosa.
Vedere il mondo mentre non sto guardando niente, pensare senza decidere di pensare, notare in me, con grande certezza, la giungla delle arterie e la montagna russa dei nervi, non solo mi conferma che continuo a vivere, ma anche qualcosa di più impressionante. Sperimento la unica, piccola, possibile forma di trascendenza. Sopravvivo a me stesso. Mi disfo della morte giocando.
Entra in casa mio figlio. Ritornerò a respirare.

Tradotto da Laura Ferruta
 

La felicidad / La felicità

Me llamo Marcos. Siempre he querido ser Cristóbal.
No me refiero a llamarme Cristóbal. Cristóbal es mi amigo; iba a decir el mejor, pero diré que el único. Gabriela es mi mujer. Ella me quiere mucho y se acuesta con Cristóbal.
Él es inteligente, seguro de sí mismo y un ágil bailarín. También monta a caballo. Domina la gramática latina. Cocina para las mujeres. Luego se las almuerza. Yo diría que Gabriela es su plato predilecto.
Algún desprevenido podrá pensar que mi mujer me traiciona: nada más lejos. Siempre he querido ser Cristóbal, pero no vivo cruzado de brazos. Ensayo no ser Marcos. Tomo clases de baile y repaso mis manuales de estudiante. Sé bien que mi mujer me adora. Y es tanta su adoración, tanta, que la pobre se acuesta con él, con el hombre que yo quisiera ser. Entre los fornidos pectorales de Cristóbal, mi Gabriela me aguarda ansiosa con los brazos abiertos.
A mí me colma de gozo semejante paciencia. Ojalá mi esmero esté a la altura de sus esperanzas y algún día, pronto, nos llegue el momento. Ese momento de amor inquebrantable que ella tanto ha preparado, engañando a Cristóbal, acostumbrándose a su cuerpo, a su carácter y sus gustos, para estar lo más cómoda y feliz posible cuando yo sea como él y lo dejemos solo. (Andrés Neuman, Mar de pirañas, 2012)
Mi chiamo Marcos. Ho sempre desiderato essere Cristóbal.
Non mi riferisco al fatto di chiamarmi Cristóbal. Cristóbal è mio amico; stavo per dire il migliore, ma dirò che è l’unico. Gabriela è mia moglie. Mi ama molto e va a letto con Cristóbal.
Lui è intelligente, sicuro di sé e un agile ballerino. Va anche a cavallo. Padroneggia la grammatica latina. Cucina per le donne. Poi se le pappa. Direi che Gabriela è il suo piatto preferito.
Qualche sprovveduto potrà pensare che mia moglie mi tradisca: niente di più lontano. Sempre ho desiderato essere Cristóbal, ma non vivo con le mani in mano. Cerco di non essere Marcos. Prendo lezioni di ballo e ripasso i miei libri di studente. So benissimo che mia moglie mi adora. Ed è così grande la sua adorazione che la poverina va a letto con lui, con l’uomo che io vorrei essere. Tra i robusti pettorali di Cristóbal, la mia Gabriela mi attende ansiosa con le braccia aperte.
Una simile pazienza mi colma di gioia. Se solo la mia sollecitudine fosse all’altezza delle sue aspettative e un qualche giorno, fra non molto, arrivasse il momento. Quel momento di amore indistruttibile che lei ha preparato con tanta cura, ingannando Cristóbal, abituandosi al suo corpo, al suo carattere e ai suoi gusti, per essere il più possibile a suo agio e felice quando io sarò diventato come lui e lo lasceremo solo.

Tradotto da Laura Ferruta
 
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